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Non si fermano gli sbarchi di clandestini sulle coste meridionali, nonostante le condizioni meteo proibitive.
Il 2 gennaio a Lampedusa, con un natante di 4 metri, sono sbarcati 7 immigrati algerini, probabilmente calati in mare da un'imbarcazione più grande.
Gli extracomunitari, tutti uomini, erano stati avvistati a 200 metri dall'imbocco del porto.
Qualche giorno dopo, altre otto persone, originarie del Nord Africa, sono arrivate nell'isola di Pantelleria, in località Punta Fram.
Il 14 gennaio si è sfiorata una nuova tragedia in mare: un barcone con a bordo parecchie decine di immigrati, minacciava di affondare da un momento all'altro quando è stato avvistato, a sud di Lampedusa, mentre faceva rotta su cala Pisana. L'allarme è stato dato dal motopeschereccio "Madonna di Fatima".
La barca, che portava 135 immigrati di origine magrebina, era lunga non più di 12 metri ed è stata raggiunta e soccorsa da una motovedetta della Guardia Costiera che l'ha trainata fino all'isola di Lampedusa.
Il viaggio era iniziato dalle coste tunisine ed è terminato 10 ore dopo, a largo di Lampedusa.
Fra gli immigrati, due accusavano un principio di assideramento e sono stati subito portati in ospedale.
Il 19 di questo stesso mese, inoltre, un gommone con a bordo 22 extracomunitari provenienti dal Nord Africa è stato soccorso 40 miglia circa a sud est di Lampedusa. L'allarme era stato dato da un peschereccio.

 

VERTICI EUROPEI: NECESSITA' DI UN ACCORDO IN TEMA DI ASILO

Negli ultimi vertici europei dei capi di stato e di governo si è discusso di come pervenire ad un accordo sulle misure strategiche da assumere in tema di asilo per la creazione di una politica comune.
Si ricorderanno le reazioni e le critiche suscitate dalla proposta britannica di creare centri di trattamento di transito per richiedenti asilo lungo le vie verso l'Europa, e centri di trattamento di transito regionali vicini ai paesi di origine.
Molte Organizzazioni non governative hanno definito inattuabile questa proposta e vi hanno ravvisato un primo passo verso la detenzione ordinaria dei richiedenti asilo, contraria alle norme internazionali.
Del resto, anche la Commissione Europea ed alcuni stati membri, hanno riservato una fredda accoglienza all'idea britannica.
Una delle critiche più serrate, formulate in proposito, è che pensare di portare fuori dall'Unione Europea verso i centri di trattamento i richiedenti asilo che arrivano sul suolo europeo, porterebbe ad una politica di detenzione offshore.
Anche l'ONU, in una sua proposta, ha suggerito l'uso di una sorta di detenzione ordinaria e ha sollevato dubbi in quanti si chiedono fino a che punto - in tali condizioni - il diritto dei richiedenti asilo sarebbe protetto.

 


DIBATTITO SU LA "Convenzione Internazionale per la Protezione dei Diritti di tutti i Lavoratori Emigranti e dello loro Famiglie"

Negli ultimi giorni si è molto discusso in merito alla "Convenzione Internazionale per la Protezione dei Diritti di tutti i Lavoratori Emigranti e dello loro Famiglie", entrata in vigore il primo luglio del 2003, con la ratifica di 20 Stati.
Svolgerà un importante ruolo nella definizione dei diritti e nella prevenzione ed eliminazione dello sfruttamento dei lavoratori emigranti e delle loro famiglie.
Il documento intende fissare i diritti basilari per gli emigranti privi di documenti, tra cui il diritto all'assistenza sanitaria in casi di emergenza, l'istruzione dei figli, l'applicazione del principio che nessuna discriminazione deve intervenire nelle condizioni di lavoro, il diritto di iscrizione ad un sindacato, il diritto di essere protetti contro abusi ed attacchi.
In Europa solo, Bosnia-Erzegovina e Turchia, hanno firmato la Convenzione, mentre né gli USA, né il Canada, l'hanno firmata.
Molte ONG, hanno richiesto la ratifica universale del documento ONU, nella convinzione che esso riguardi i diritti degli emigranti legali e clandestini, tentando di affrontare il problema degli abusi dei quali sono vittime e produrre effetti positivi anche per i richiedenti asilo e i rifugiati.

 


DIRITTO D'ASILO

Lo scorso dicembre il presidente del Consiglio, On. Silvio Berlusconi, ha affermato che sul diritto d'asilo il governo non aveva ancora presentato un proprio provvedimento perché l'Unione Europea stava discutendo un provvedimento unificato.
Amnesty International, Consorzio Italiano di Solidarietà e Medici Senza Frontiere, impegnati nella campagna "Diritto d'asilo, una questione di civiltà", ricordano come l'Italia attenda da oltre 50 anni una legge organica in materia, unico paese dell'Unione Europea privo ancora di una normativa specifica.
Gli attuali orientamenti dell'Unione tendono a stabilire standard comuni a tutti i paesi, ma questo non esclude l'esigenza che ognuno di essi abbia una propria legislazione in materia d'asilo.
Le tre associazioni, tra l'altro, ribadiscono la loro preoccupazione per la continua sovrapposizione e confusione che si fa tra concetti quali asilo, immigrazione, controlli alle frontiere. Il diritto d'asilo è un diritto umano fondamentale e non può essere ridotto a semplice questione di sicurezza pubblica.

La campagna "Diritto di asilo: una questione di civiltà" ha il suo sito Internet ufficiale: http://www.dirittoasilo.it/

 

 

 

 

 

 


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