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Filippo Miraglia, responsabile immigrazione dell’Arci, ha reso noto che Arci, Asgi, Ics, Cir ed altre associazioni, stanno preparando un ricorso da inviare alla Corte europea dei diritti umani, per denunciare il comportamento del governo italiano nei confronti dei 37 profughi della Cap Anamur.
Secondo Miraglia, nelle decisioni prese da Pisanu in merito alla faccenda, non sarebbero stati rispettati i principi contenuti nella Convenzione europea dei diritti umani, sottoscritta anche dall’Italia. Ciò farebbe temere che la sentenza della Consulta, che ha dichiarato parzialmente incostituzionale la legge Bossi - Fini, possa essere aggirata dal Governo, soprattutto nei confronti dei 14 profughi reclusi nel Centro di Ponte Galeria, vicino Roma.


Svezia: critiche Consiglio d’Europa su diritti immigrati

Da un rapporto elaborato dal Consiglio d’Europa sul sistema carcerario svedese, emerge che le condizioni carcerarie e i diritti degli immigrati lasciano a desiderare; nel dossier, si sottolineano problemi di sovraffollamento e un eccessivo ricorso a misure di isolamento.
Alvaro Gil Robles, commissario per i diritti umani dell’istituzione di Strasburgo, ha invitato il governo svedese “ad assicurare che l’imposizione di restrizioni ai detenuti sia decisa solo se assolutamente necessaria; tale criterio deve riguardare sia la frequenza che il livello di severità di queste misure”.
Il commissario chiede chiarezza, inoltre, sui numerosi casi di bambini entrati con le madri nelle carceri e spariti, senza che le autorità abbiano mai registrato la loro fuoriuscita e il luogo di destinazione.
Il Consiglio d’Europa ha criticato anche il governo danese. Un altro dossier, infatti, solleva dubbi sulle norme in materia di diritti degli immigrati, soprattutto sul limite minimo di età di 24 anni per il ricongiungimento tra coniugi; inoltre, suggerisce di elevare il limite per il ricongiungimento dei minori stranieri con i genitori immigrati, oggi posto dalle leggi danesi a 14 anni, a 17 anni.


Pisanu: in Libia 2 milioni di immigrati pronti a partire

“Il problema dell’immigrazione clandestina – ha dichiarato il Ministro dell’Interno G.Pisanu ai giornalisti Transatlantico alla Camera, al termine del question time - ha contorni allucinanti, anche se alcuni sottovalutano il fenomeno e altri prendono la questione a cuor leggero. Solo in Libia ci sono due milioni di persone pronte a partire per le nostre coste e ci sono alcune centinaia di criminali organizzati in attesa di imbarcarsi. Queste organizzazioni incassano 2 miliardi e mezzo di euro l’anno”.
Pisanu ha reso noto di aver consegnato alla Commissione Affari Sociali del Parlamento europeo, al termine del semestre di presidenza italiana della Ue, “un terrificante dossier fotografico che mostra carcasse di cadaveri di migranti nel deserto africano”. “Sono fotografie non satellitari – ha precisato - scattate da terra, ulteriore dimostrazione che quella dell’immigrazione è una tragedia di proporzioni immani. Non so cosa ne abbiano fatto dopo, nè che cosa abbiano intenzione di farne”.
Il ministro ha poi raccontato un episodio svoltosi a Pantelleria qualche mese fa: “Per le proibitive condizioni del mare - ha detto - le motovedette di collegamento erano bloccate, ma arrivarono ugualmente in porto due navi di immigrati. Mi chiedo quante ne partirono dalla costa del Nord Africa. Dio solo lo sa! Certo è che continua a perpetuarsi una tragedia terribile”.
Alla domanda se sia possibile conoscere il numero di persone che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere le nostre coste Pisanu ha risposto: “E’ un calcolo che non è possibile fare”.
In merito alle dichiarazioni di Pisanu si sono espressi i senatori della Lega, Paolo Franco e Antonio Vanzo:“Il ministro dell’Interno ha lanciato un allarme; ora è arrivato il momento di agire sul piano internazionale e far capire alla Libia che deve cooperare sul serio. Sembra che in Italia esista una centrale di informazione che in tempo reale si organizza in base alle notizie provenienti dal nostro paese. In base alle affermazioni di Pisanu, bisogna rivedere gli accordi di cooperazione internazionale con alcuni paesi extraeuropei del Mediterraneo, accordi firmati da Frattini e dallo stesso Pisanu”.


In Veneto boom di imprese cinesi

Il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, ha commentato i dati relativi alle ultime indagini condotte dall'Ufficio studi della Cgia di Mestre sul territorio veneto, dai quali risulta che vi è stato un boom di imprese cinesi nel Veneto e che Padova è la provincia leader.
"Sono oltre 2100 - ha dichiarato Bortolussi - e negli ultimi 3 anni c'è stata una crescita del 103%. Ora che ne conosciamo il trend di crescita dovremo preoccuparci dell'invasione dei loro prodotti provenienti dal paese d'origine e della loro numerosità nella nostra regione come operatori economici attivi. In Veneto i settori maggiormente investiti sono il confezionamento di articoli di vestiario o di pelletteria, ma anche la ristorazione e i bar, che stanno sbaragliato la concorrenza locale. Si tratta - ha concluso - di più di 2 mila lavoratori autonomi, che rappresentano l'8 per cento delle 26 mila 436 aziende guidate da extracomunitari in Veneto".

Pisanu sulla vicenda della Cap Anamur

Il ministro dell'Interno G. Pisanu, rispondendo al Question Time alla Camera, ha dichiarato: “Tra gli immigrati della Cap Anamur non ci sono sudanesi nè profughi, nè si intravedono elementi che consentano di superare le vigenti disposizioni sull'ingresso illegale nel nostro Paese. Dalle indagini condotte dalla polizia – ha aggiunto - è emerso che dei 37 stranieri sei sono cittadini della Nigeria e trentuno del Ghana, uno dei quali già respinto l’anno scorso, con diverso nome, dall’aeroporto di Malpensa”. “Il governo – ha continuato Pisanu - sta applicando le norme sull'ingresso illegale nel nostro Paese con rispetto dei diritti umani dei migranti clandestini, il cui dramma noi per primi abbiamo imposto all’attenzione dell'Unione Europea. In fatto di accoglienza dei migranti l’Italia non è seconda a nessuno e possiamo far valere le nostre leggi con il rigore necessario per impedire strumentalizzazioni pericolose per la sicurezza e l’ordine pubblico nel nostro Paese”.


Trento: tutori di minori stranieri non accompagnati

Sono 14 i “tutori di minori stranieri”che hanno superato i corsi di formazione promossi dalla cooperativa di solidarietà sociale “Villa S. Ignazio” di Trento.
Il progetto, promosso dalle associazioni Atas (Associazione Trentina Accoglienza Stranieri) e Club Noi, e dalle cooperative sociali “Progetto 92” e “Villaggio del fanciullo Sos”, è stato portato avanti in collaborazione con il Procuratore della Repubblica per i minorenni di Trento, G.C. Turri, e del Giudice Tutelare del Tribunale per i Minorenni di Trento, M. M. Benini.
L’iniziativa si proponeva di formare tutori volontari, una figura non di tipo educativo, ma rappresentativa degli interessi dei minori stranieri non accompagnati, che necessitano di un sostegno giuridico e assistenziale, e che si occupi di garantire e vigilare affinché i diritti dei minori siano rispettati.


Verona: on line dizionario veneto- rumeno per badanti

E’acquistabile on line il primo dizionario veneto-rumeno, realizzato per venire incontro alle esigenze di badanti da poco nel nostro paese, che non hanno ancora molta dimestichezza con il dialetto veneto parlato dalla maggior parte degli anziani della regione, le cui parole certamente non compaiono nei comuni dizionari bilingue.
Il testo, molto dettagliato, fornisce tutta la terminologia domestica ed è stato realizzato dalla casa editrice Edimago, grazie al contributo di un gruppo di studenti Erasmus rumeni, presso l’Università di Verona.
L'iniziativa del dizionario bilingue sembra essere piaciuta molto ai diretti interessati, veneti e stranieri, infatti sono già previste le edizioni veneto-polacco e veneto-russo.


Polemica sulla proposta del Ramadan in Campania

Dopo la presentazione della delibera che concederebbe ai dirigenti scolastici campani la possibilità di utilizzare un certo numero di giorni a loro disposizione per “favorire l’integrazione etnica e religiosa”, chiudendo le scuole e permettendo così agli alunni stranieri di festeggiare il Ramadan o il capodanno cinese, non si sono fatte attendere reazioni e polemiche.
Secondo alcuni, bisognerebbe chiedere il parere del consiglio di istituto all'assemblea di tutti genitori; inoltre, è stato sottolineato che in molte scuole del Casertano o del centro antico di Napoli, dove la presenza di stranieri è forte, già da tempo si organizzano iniziative culturali per far conoscere le loro festività religiose, senza stravolgimenti del calendario scolastico.
Il capogruppo di An al consiglio comunale di Napoli, Pietro Diodato, ha dichiarato “le nuove festività introdotte dalla Regione sono un atto contro le nostre radici”; anche alcune associazioni hanno espresso parere contrario: Area blu, associazione politico-culturale vicina alla destra, parla di “leggerezza politica”, di “idealizzazione della multiculturalità” “in un’orgia di politicamente corretto”.


Abbruzzo: presentato il quarto rapporto della provinsia sull'imigrazione

Giovanni Troiani, Prefetto dell'Aquila, ha presentato il “Quarto rapporto sull’immigrazione nella provincia dell’Aquila per l’anno 2003” che riguarda l’analisi dei profili sociologici e statistici, emersi dall’osservazione di tutti gli aspetti connessi al fenomeno dell’immigrazione rilevato nel corso del 2003 nella provincia aquilana.
“Nella provincia dell'Aquila nel 2003 - ha affermato - il livello di integrazione degli studenti immigrati è stato superiore alla media nazionale; nel territorio non sono stati registrati fenomeni di intolleranza e la presenza degli stranieri è stata di grande utilità per l’economia della provincia”.
Secondo i dati forniti dalla Questura, il numero di cittadini stranieri nella provincia dell’Aquila, , è di 9.918 con un incremento del 43,1% rispetto all’anno precedente.
Si registra una notevole crescita delle presenze rumene passate da 736 del 2002 a 1.293 del 2003 (+75,7%); i rumeni sono al secondo posto della graduatoria delle nazionalità più numerose residenti nel territorio, dopo i macedoni (1.329).
Crescita rilevante anche per gli ucraini (730 contro 312) e bulgari (183 contro 69), mentre il numero dei cittadini provenienti dalla Polonia è sostanzialmente invariato (524 contro 495).
Tra le 10 nazionalità più numerose i marocchini, che con 1.089 cittadini (921 nel 2002) sono al terzo posto. Diminuiscono in provincia le presenze albanesi,. In generale le sette comunità più consistenti sono le stesse rilevate nel 2002: Macedonia, Romania, Marocco, Albania, Ucraina, Polonia e Kosovo.
I 9.918 stranieri sono distribuiti nei 26 Comuni più popolosi della provincia, con numero di abitanti superiori alle 3 mila unità.
Per quanto riguarda l’aspetto lavorativo, si tratta per lo più di manodopera stagionale nel settore agricolo e in minor percentuale nell’edilizia.


A Milano una scuola islamica privata parificata

E’stata bocciata dal ministro dell’Istruzione, Letizia Moratti, la proposta avanzata dal Consiglio d’istituto del liceo Agnesi di creare una classe riservata a 20 studenti musulmani.
Le reazioni politiche non si sono fatte attendere, i Ds appoggiano la proposta dell’Agnesi, la Lega chiede all’Istituto di fare marcia indietro.
Ora la nuova proposta avanzata dalla comunità islamica di Milano, di creare una scuola privata parificata per studenti musulmani; un istituto di cultura islamica, legalmente riconosciuto e rispettoso delle leggi italiane. Una scuola quindi gestita dalla comunità islamica, ma riconosciuta dal ministero dell’Istruzione
Secondo Abdel Hamid Shaari, capo dell’istituto culturale islamico di viale Jenner, la creazione di una scuola parificata potrebbe rappresentare un’importante svolta culturale per Milano, che ospita 90 mila musulmani e che diventerebbe città simbolo di integrazione.
“I programmi – ha aggiunto Shaari - sarebbero quelli italiani, gli insegnanti italiani, l’unica differenza è che la seconda lingua sarebbe l’arabo e non l’inglese e verrebbe insegnata la religione musulmana”.
Il provveditore di Milano, Antonio Zenga, ha offerto la sua disponibilità ma il mondo politico si divide: Lega ed An continuano ad opporsi all’iniziativa, i Ds non nascondono una certa perplessità, mantre la Margherita si dice disponibile al dialogo.


Negato l’asilo ai profughi della Cap Anamur

La Commissione per i rifugiati del Viminale, dopo aver concluso l’inchiesta relativa all’identità e alla provenienza dei 37 immigrati soccorsi dalla Cap Anamur il 20 giugno scorso nel Canale di Sicilia, ha deciso di non accettare la loro richiesta di asilo politico.
Per quattordici di loro, già trasferiti dal centro di accoglienza di Caltanissetta a Roma, sarebbe vicina l’espulsione in quanto mancherebbero i presupposti per la loro permanenza in Italia.
L’eventuale espulsione però, come dichiarato dal responsabile del Centro Italiani Rifugiati, Giorgio Bisagna, “sarebbe un fatto grave ed illegale perché alla luce della Consulta che ha parzialmente bocciato la legge Bossi-Fini, la loro espulsione deve essere preceduta da un’udienza di convalida davanti ad un giudice, e questo non è ancora avvenuto”.
Gli altri immigrati si trovano ancora a Caltanissetta, dove si sta esaminando l’ipotesi di concedere “protezione umanitaria”.
Intanto alcuni amministratori comunali hanno manifestato davanti al centro di accoglienza ed una delegazione ha chiesto al prefetto della città di lasciare liberi i clandestini, che potrebbero essere ospitati da vari Comuni che hanno dato la loro disponibilità ad accoglierli.
La portavoce dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati politici, Laura Boldrini, ha dichiarato che sarà immediata la richiesta di ricorso e che l’Unhcr ha chiesto un incontro al ministero dell’Interno per “esaminare gli sviluppi della vicenda della Cap Anamur”.
Anche nel mondo politico vi sono state accese reazioni, soprattutto da parte di Verdi e Ds, che hanno criticato la decisione del Viminale e che promettono una ferma opposizione ad una eventuale espulsione dei clandestini.


Slittano a fine agosto le modifiche alla Bossi-Fini

Nulla di fatto in consiglio dei ministri dopo la riunione che avrebbe dovuto portare alla modifica della legge Bossi-Fini sull'immigrazione, bocciata dalla Corte Costituzionale che ne ha giudicato incostituzionali alcuni punti.
Due le norme contestate in particolare, cioè quella riguardante l'espulsione immediatamente esecutiva degli immigrati clandestini, che li priva di fatto del diritto di difesa, diritto costituzionalmente garantito, e quella che prevede l'arresto obbligatorio del clandestino che non lasci l'Italia entro i cinque giorni successivi all'espulsione.
Le soluzioni proposte dal Ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, cioè la convalida dell'espulsione da parte del giudice civile e l'arresto facoltativo, sono state definite dalla Lega troppo leggere, e quindi inaccettabili; inoltre, i leghisti hanno respinto tutte le modifiche proposte da applicare alla legge sull'immigrazione, come l'allungamento della durata del contratto di soggiorno a due anni anzichè uno; la copertura dei costi legali per il gratuito patrocinio; l'affidamento delle regolarizzazioni ai Comuni per accorciare i tempi d'attesa.
Le modifiche alla legge Bossi-Fini quindi, slittano a fine agosto, quando vi sarà un nuovo incontro fra le parti che dovrebbe portare ad un accordo e a cambiamenti significativi in materia di immigrazione.


Cap Anamur: scarcerati i tedeschi

Sono stati scarcerati Stefan Schimidt, capitano della Cap Anamur, e gli altri 2 ufficiali, Elias Bierdel e Vladimir Dhchkevitch, che il 20 giugno avevano soccorso 37 immigrati africani nel canale di Sicilia, e che erano stati arrestati con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, dopo averli fatti sbarcare a Porto Empedocle.
Secondo il giudice però, non sono innocenti; avrebbero mentito per aggirare le norme sull'immigrazione e "per introdurre volontariamente ed illecitamente in Italia i 37 clandestini".
Questa dichiarazione si scontrerebbe con quelle fatte dagli stessi immigrati che hanno affermato di essere stati soccorsi nel canale di Sicilia il 20 giugno, mentre stavano per affondare con il loro gommone.
Il pubblico ministero, Caterina Salusti aveva richiesto la custodia cautelare in carcere, richiesta non accordata dal Gip in quanto "la nave resta sequestrata e non c'è quindi rischio di reiterazione del reato".
Ai tre, inoltre, è stato fatto divieto di dimora nelle regioni più interessate dal fenomeno dell'immigrazione clandestina, Sicilia, Puglia e Calabria.

Pisanu: la risposta al terrorismo islamico sia politica

Il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, intervenuto alla cerimonia di chiusura dell'anno accademico 2003-2004 della Scuola di perfezionamento delle forze di polizia, si è espresso riguardo al terrorismo islamico.
“Se è un fenomeno tutto ‘politico’ – ha dichiarato - che strumentalizza la religione a fini politici per la conquista del potere, politica deve essere la nostra risposta. Una risposta tesa, innanzitutto, a impedire l'isolamento culturale e l'emarginazione sociale degli immigrati, perchè è proprio lì che può facilmente attecchire la malapianta del fanatismo religioso e della violenza indiscriminata. A questo deve accompagnarsi un’attività di contrasto con l'impiego di risorse altamente specializzate sul piano dell’intelligence e delle forze di polizia”. “La minaccia è subdola e sfuggente – ha concluso Pisanu - per fronteggiarla con tempestività, per prevenirla occorre la massima collaborazione possibile tra forze di polizia e servizi di sicurezza; in questa direzione stiamo operando attivamente, anche attraverso il Comitato di analisi strategica. Sarebbe certamente utile una riforma dei servizi di informazione e sicurezza che venisse ad offrire un nuovo e più chiaro quadro di riferimento in quel delicatissimo settore istituzionale”.


Lecco: le imprese chiedono modifiche alla Bossi-Fini

A causa della mancanza di manodopera nel settore manifatturiero e dei servizi, le imprese di Lecco sarebbero intenzionate a cercare personale nei paesi non comunitari.
Per fare questo, però, è indispensabile modificare la Bossi Fini e fare una deroga alle quote di ingresso di lavoratori immigrati.
Il territorio lecchese ha un bassissimo tasso di disoccupazione; la richiesta di lavoro è sempre alta, ma le ricerche di manodopera al Sud non hanno sempre buon esito. Per questo motivo si è cominciato a cercare manodopera in Moldavia.
L'unione industriale, Api, Ance, artigiani e commercianti uniti con Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto la modifica al ministro del Lavoro Roberto Maroni, al presidente della Lombardia Roberto Formigoni e all'assessore della Regione Alberto Guglielmo.

Sondaggio CCM: a Milano in crescita tolleranza e integrazione

Sono stati resi noti i risultati di una ricerca commissionata dalla Camera di Commercio di Milano al Cirm, dai quali emergerebbe che nella città sarebbero in crescita la tolleranza verso gli immigrati e la loro integrazione.
La ricerca è stata effettuata tra il 14 e il 17 dello scorso dello mese, su un campione di 200 cittadini milanesi.
E’ risultato che il 46,8% degli intervistati conosce gli stranieri sul posto di lavoro.
Per il 36,5% di loro, l'immigrazione ha un'influenza positiva sulla vita e le abitudini quotidiane. Il 42,5% accetta tradizioni e cultura degli immigrati, ma il 51,5% vorrebbe che i nuovi arrivati recepissero le nostre usanze. Alla domanda “Dopo l'11 settembre è cambiato l'atteggiamento nei confronti degli immigrati?”: solo il 25% ha risposto di nutrire maggiore diffidenza, mentre il restante 67,5% dichiara di non aver cambiato opinione. In aumento, inoltre, la percentuale dei favorevoli alle coppie miste (il 58% degli intervistati) rispetto al 55% del 2003.


Sbarcati a Porto Empedocle i 37 profughi

Dopo 22 giorni trascorsi a bordo della nave tedesca "Cap Anamur" che li avevasoccorsi nel canale di Sicilia, sono sbarcati a Porto Empedocle ( Agrigento) i 37profughi probabilmente sudanesi.La nave era ormai ferma da tre settimane in acque internazionali in attesa che l'Italia desse l'autorizzazione a sbarcare, autorizzazione arrivata solo lunedì 12 lugliodal Ministero dell'Interno.La sera precedente il comandante della nave, Stefan Schmidt, aveva comunicato la decisione di avvicinarsi a terra perchè la situazione a bordo rischiava di diventare insostenibile a causa del fatto che i profughi, molto provati psicologicamente, minacciavano di gettarsi in mare.Ad attendere i 37 immigrati un gruppo di giovani che li ha accolti applaudendo e mostrando un lenzuolo bianco con la scritta in nero e rosso: "Nessuna frontiera, nessuna galera, solidarità alla Cap Anamur".Sul molo vi erano anche esponenti dell'Osservatorio permanente sull'immigrazionedi Agrigento, dei giovani comunisti e del centro sociale "Laboratorio Zeta". Dalla prua della nave, con un megafono, Elias Bierldel, responsabile di bordo dell'associazione umanitaria tedesca "Cap Anamur", armatrice della nave, ha gridato: "Siamo felici alla fine di essere qui, grazie per il vostro sostegno". I profughi sono stati trasferiti con un pullman nel centro di permanenza "San Calogero" di Racalbuto (Agrigento) dove, come previsto dalle procedure, saranno identificati. Alcuni di loro, probabilmente, faranno richiesta di asilo politico in Italia; il fatto che la nave "Cap Anamur" batta bandiera tedesca, aveva fatto ipotizzare che la Germania avrebbe accettato un'eventuale richiesta di asilo; a quanto pare, però, il governo tedesco avrebbe escluso questa ipotesi. "La Germania - ha affermato Laura Boldrini, dell'Alto Commissariato Onu per i rifugiati – dovrà notificare le motivazioni delle sue decisioni quali che siano. Ci sono infatti delle procedure ben precise e delle leggi: una persona non viene definita rifigiato soltanto perché naufrago. La decisione delle autorità italiane di far procedere allo sbarco è soddisfacente. Adesso bisognerà attuare leggi e procedure".

Roma: insediata la consulta delle comunità straniere

Già da tempo a Roma vi sono quattro consiglieri aggiunti che si occupano di immigrati e immigrazione; recentemente si è insediata in Campidoglio anche la Consulta cittadina delle comunità straniere, composta da 23 membri eletti il 28 marzo scorso, che rappresentano altrettante nazionalità. La Consulta sarà il collegamento tra le comunità straniere e l'amministrazione e potrà presentare proposte a sindaco, giunta e consiglio comunale, a presidenti e consigli dei municipi. Si è immediatamente tenuta l’elezione del Presidente la cui scelta, dopo cinque votazioni nulle, è caduta sul nigeriano Victor Emeka Okeadu. Anche il sindaco di Roma, Walter Veltroni, è intervenuto alla cerimonia di insediamento. “Con la costituzione di questo nuovo organo consultivo – ha dichiarato - la città di Roma lancia un ulteriore segnale di apertura, un segnale importante, anche per chi crede di poter risolvere con le cannonate contro povera gente stipata su una barca problemi complessi perché legati alla complessità del mondo. L'elezione dei consiglieri aggiunti e della Consulta delle comunità straniere sono tappe di un cammino verso un orizzonte ben preciso, speriamo si possa giungere presto a dare la facoltà di voto amministrativo ai nostri concittadini stranieri, la libertà e la democrazia o sono di tutti o sono un privilegio. Non può essere, non può andare lontano, una società divisa tra chi ha diritti e chi non li ha”.

Mobilitazione contro i ritardi dei rinnovi dei permessi di soggiorno

Prefetture, Questure e Sindacati delle varie città italiane si sono mobilitati contro i ritardi per il rinnovo dei permessi di soggiorno.In Emilia Romagna si è riunito il Consiglio Territoriale per l'Immigrazione per affrontare l’emergenza, su richiesta di Cgil, Cisl e Uil, secondo cui la situazione attuale richiederebbe un intervento dei soggetti interessati per velocizzare le procedure, soprattutto perché la non regolarità riguardo al permesso di soggiorno ha conseguenze negative su tutti gli altri aspetti della permanenza in Italia del cittadino straniero.La proposta dei sindacati alla Prefettura è di attivare forme di collaborazione con le strutture di servizio agli immigrati delle associazioni sindacali e del volontariato, per decentrare alcune procedure, in quanto esiste una sproporzione fra il numero delle richieste e le risorse umane e materiali a disposizione delle Questure.

Assumere un solo irregolare non è reato

Il Tribunale di Treviso, con una sentenza sicuramente destinata a far discutere, ha assolto una donna di Vittorio Veneto, titolare di un’associazione sportiva, che aveva assunto un ecuadoregno senza permesso di soggiorno.Il tribunale ha salvato dall’arresto la donna, infliggendole comunque una forte multa, stabilendo che il fatto non costituisce reato in quanto l’irregolare era uno solo. La legge infatti dice che "Il datore di lavoro che occupa alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno previsto dal presente articolo, ovvero il cui permesso sia scaduto, revocato o annullato, è punito con l'arresto da tre mesi a un anno". (art.22 comma 10 D.L.vo 25/07/1998 n.286).Il giudice ha fatto riferimento al “principio di tassatività”, secondo il quale un reato deve essere individuato dalla legge in modo molto preciso, senza lasciare spazio ad interpretazioni. L’articolo parla di ‘lavoratori stranieri’, quindi non può esser riferito a chi ha assunto un solo lavoratore, anche perché quella stessa legge, quando vuole riferirsi al singolo lavoratore ( es. all'articolo 24 comma 6 ) recita: “Il datore di lavoro che occupa alle sue dipendenze, per lavori di carattere stagionale, uno o più stranieri privi del permesso di soggiorno…”. Probabilmente, in questo caso, il Tribunale di Treviso avrà ritenuto che se il legislatore non ha usato “uno o più stranieri” l’avrà fatto per non punire con l'arresto quelle persone che ricorrono a lavoratori stranieri irregolari solo per necessità, non per lucro.

Pisanu: pronto il decreto flussi per gli stranieri

Il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu ha dichiarato che, dopo aver valutato le richieste degli industriali e dei datori di lavoro degli altri settori, sono stati programmati dei flussi di migranti stagionali, che dovrebbero entrare nel nostro paese con il varo dell’ultimo regolamento attuativo della legge Bossi-Fini. “Se si tratta di discutere di immigrazione regolare - ha sottolineato Pisanu - siamo disponibili al dialogo. I flussi dipenderanno dalle esigenze del sistema produttivo e dagli accordi che stabiliremo con i paesi di origine e di transito dei principali flussi migratori”.Anche il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo, si era espresso sull’argomento qualche giorno fa, dichiarando che gli imprenditori hanno problemi a reperire manodopera ma che proprio loro devono essere i primi ad occuparsi dell'immigrazione corretta.

Marche: in crescita le assunzioni di immigrati

Nelle Marche è in continua crescita il numero degli immigrati regolarmente assunti nei vari settori produttivi. Da gennaio 2004, si sono registrate 13.114 nuove assunzioni, contro 8.256 cessazioni ed un saldo di 4.858 unità. I settori più interessati sono quelli delle costruzioni, dell’industria conciaria, dei metalli, quello agricolo e il turistico - alberghiero.Tra gli stranieri residenti nelle Marche, la nazionalità più diffusa è quella albanese (18% del totale), seguono i marocchini (12,8%), i macedoni (8,4%), i rumeni (6,1%) e i tunisini (4,9%).Nell’ultimo decennio, l’arrivo di stranieri nelle Marche è aumentato notevolmente: nel 1994 i regolari residenti nella regione erano 10.000; nel 1999, 30.306; alla fine dello scorso anno, secondo la Caritas, 47.169, il 3,1% del totale italiano.Anche l’Istat ha confermato questa crescita nel censimento del 2001, in cui segnalava la presenza di 45.668 stranieri nelle Marche. Secondo l’associazione artigiana Cna, la maggior parte trova lavoro nelle aziende artigiane e nelle piccole e medie imprese. Nel 2003, secondo l’Inail, le aziende marchigiane hanno assunto 25.499 lavoratori stranieri, contro 22.934 cessazioni. Dei cittadini stranieri residenti nella regione, il 67,5% ha tra i 19 e i 40 anni, quelli in età scolare sono 7.961, 5.277 sono quelli nati e residenti nelle Marche, l’80% dei quali minorenni, i “single”sono 5.164 e sono in crescita anche le famiglie e le famiglie “miste”, elemento che conferma la loro integrazione. La Cna indica, inoltre, che tra le coppie miste la donna è straniera in 4.643 casi, l’uomo solo in 1.139, che tra le coppie straniere prevalgono quelle con la stessa nazionalità (7.003), con nazionalità diversa sono solo 336 ed infine, che le famiglie con un solo genitore sono 1.322.

Assessore Veneto: Bossi-Fini più veloce

Raffaele Zanon, assessore regionale ai flussi migratori, è tornato sulla questione del rinnovo dei permessi di soggiorno in un documento inviato ai Questori del Veneto per invitarli ad un approfondimento sull’argomento.“La Regione – scrive Zanon - è disponibile a collaborare attraverso la rete informativa per l’immigrazione e attraverso gli sportelli di supporto affinché vengano semplificate e snellite le procedure per il rilascio dei permessi di soggiorno lecitamente richiesti dai cittadini extracomunitari regolarmente presenti nel Veneto. Ciò consentirà un maggiore contrasto all’illegalità e alla diffusione della clandestinità ” . Zanon, inoltre, afferma di aver ricevuto una nota sulla condizione precaria dei lavoratori stranieri nella provincia di Treviso e annuncia di voler intervenire per “ottimizzare i tempi di rilascio e ricezione della necessaria documentazione e per garantire la corretta applicazione della legge e salvaguardare i diritti dei cittadini extracomunitari regolari”.

CIA: mancano lavoratori stagionali

La Confederazione Italiana Agricoltori (CIA), in una nota inviata al Ministro Roberto Maroni, denuncia i ritardi nell’ingresso di lavoratori stranieri nel 2004, che mettono a rischio le raccolte agricole.Le quote d’ingresso per lavoro stagionale, rilevano 10.000 unità in meno rispetto al 2003, e questo potrebbe creare seri problemi per le raccolte agricole ( frutta, pomodori, vendemmia).Il testo dell’ultimo decreto flussi prevedeva per la fine di giugno, una modifica che portasse all’aumento degli ingressi, ma non risulta vi siano state, o vi siano tuttora, verifiche, nonostante le continue sollecitazioni delle organizzazioni professionali e delle direzioni provinciali e regionali del ministero del Lavoro, che segnalano la necessità di ulteriori quote di lavoratori stranieri stagionali e subordinati.Inoltre la Cia segnala che“non sono stati ancora emanati i regolamenti di attuazione della Bossi-Fini, che potrebbero facilitare l’incontro tra domanda e offerta, né c’è traccia del Documento programmatico 2004-2006, strumento su cui si dovrebbe basare la gestione dei flussi.La Cia chiede l’intervento del ministro Maroni, affinché vengano rispettati gli impegni presi e si chiarisca quale linea intende seguire il governo in tema di immigrazione.“La stagnazione economica e il declino competitivo del Paese - conclude la Cia - non consentono più margini all'improvvisazione, le imprese hanno bisogno di certezze per lavorare, investire e creare sviluppo”.

Europa: record di arrivi dall’America Latina

Secondo i dati riferiti dall’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (OIM), in un suo rapporto presentato a Ginevra, in Europa vi sarebbe un record di flussi migratori dall’America Latina.Le cause sarebbero da ricercare nelle difficoltà economiche e nella restrizione dei visti per gli Stati Uniti. I paesi europei più ambiti sono nell’ordine Spagna, Italia e Portogallo, mentre il maggior numero di immigrati provenienti dai Caraibi preferisce la Gran Bretagna. Il numero di latinoamericani presenti in Spagna si è quintuplicato nell’ultimo decennio e il 50% circa di loro proviene da Ecuador, Colombia e Peru.Anche in Italia sono incredibilmente aumentati gli arrivi dal Perù e lo stesso si può dire riguardo alla presenza brasiliana in Portogllo, quasi raddoppiata nel decennio 1989-1999.I fattori sono da ricercare nella situazione socio-economica che ormai da qualche tempo caratterizza paesi come l’Argentina, il Venezuela, il Brasile o la Colombia, che ha spinto molti giovani sudamericani a cercare migliori condizioni di vita e lavoro in Europa.

Lilli Gruber: “giusto il diritto di voto per gli immigrati”

La neoeletta eurodeputata Lilli Gruber (Uniti per l'Ulivo) in un’intervista rilasciata per il mensile ‘Al Maghrebiya’ ha dichiarato di ritenere “giusta e doverosa” la concessione del diritto di voto agli immigrati, soprattutto a coloro i quali hanno un lavoro, sono residenti nel nostro paese e pagano le tasse. “D’altronde – ha aggiunto - questo avviene già in molti altri paesi europei”.

Loreto: dal 25 luglio al 1 agosto VII meeting internazionale sulle migrazioni

Dal 25 luglio all'1 agosto, a Loreto (An), si terrà il VII meeting internazionale sulle migrazioni organizzato dai missionari scalabriniani sul tema “Migranti, cittadini della nuova Europa: mobilità e diritti”.Nel 2003 fu dedicato all'Africa, quest’anno l’attenzione sarà rivolta agli immigrati provenienti dall’Asia, in particolare dalle Filippine, il quarto gruppo per presenza in Italia, con circa 65 mila cittadini. Gli argomenti al centro dei dibattiti riguardano l’allargamento dell’Ue e la approvazione della sua Costituzione, e il concetto di “cittadinanza”e il suo legame con la “nazionalità”; inoltre ci si confronterà sulla “residenza”, cercando di capire se sia da considerarsi esclusivamente un sinonimo di domicilio.Rappresentanti politici e intellettuali si confronteranno su questi temi. Tra gli altri: il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta (26 luglio), Mons. Silvano Tomasi, nunzio apostolico del Vaticano all'Onu di Ginevra (26 luglio), il sindaco di Roma, Walter Veltroni, (27 luglio) ed il vice-presidente del consiglio, Gianfranco Fini (28 luglio), inoltre, il direttore generale dell'Organizzazione internazionale del lavoro, Juan Somavia e lo studioso francese Paul Oriol, promotore di un concetto di cittadinanza legato alla residenza.Il sindaco di Roma parteciperà durante la giornata dedicata ai primi cittadini di metropoli europee, e discuterà del ruolo dei consiglieri stranieri nelle amministrazioni comunali, mentre Fini, uno dei firmatari dell’attuale legge sulla immigrazione, parlerà del voto amministrativo agli immigrati. I missionari scalabriniani, sottolineando l’auspicio di una sempre maggiore coesione tra gli Stati europei, hanno ricordato che “una società può dirsi ‘integrata’ quando tutti i soggetti che partecipano alla sua crescita e al suo sviluppo sono riconosciuti come portatori di uguali diritti e doveri. Sul territorio dell'Ue oggi risiedono regolarmente 15 milioni di stranieri non comunitari che non godono degli stessi diritti dei cittadini degli Stati membri. Non avendo la nazionalità del paese di accoglienza, o di uno dell’Unione, questi cittadini stranieri non hanno uno specifico diritto di voto rispetto ai cittadini nazionali, in contrasto con il principio di universalità dei diritti”.Il meeting tratterà anche altre problematiche degli stranieri, come il diritto d'asilo, che in Italia ( 50 anni dopo la ratifica della convenzione di Ginevra del 1951 e dopo numerosi e inutili ddl) non è ancora riconosciuto da una normativa “ad hoc”.

Critiche dell’Anolf Cisl ai permessi di espatrio

E’ di qualche giorno fa il provvedimento del ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu, che stabilisce che gli stranieri in attesa di rinnovo del permesso di soggiorno, muniti della ricevuta comprovante la richiesta del permesso o il suo rinnovo, entro il 30 settembre possono tornare nei loro paesi d’origine senza essere respinti alla frontiera al loro rientro in Italia.Secondo l’Anolf Cisl questo provvedimento, in realtà, non darà la possibilità agli immigrati di lasciare temporaneamente il nostro Paese, in quanto impedendo il transito nei Paesi Schengen, saranno pochi gli immigrati a potersi permettere gli alti costi del trasporto aereo per raggiungere i paesi d’origine. I rappresentanti dell’Anolf Cisl, inoltre, aggiungono che forse, per risolvere questa situazione, si sarebbe dovuta fare una proroga del permesso di soggiorno fino al momento della consegna del permesso rinnovato.

Spettacolo teatrale di detenuti immigrati nel carcere di La Spezia

Un gruppo di detenuti immigrati del carcere Villa Andreino di La Spezia, guidati dal regista Tony Garbini, ha realizzato un video ed uno spettacolo teatrale dal titolo “Leopardi”, tratto dallo Zibaldone.Il video dura una decina di minuti; è incentrato sulle parole di Leopardi riguardo alla libertà e al senso della vita delle persone che ne sono prive. Sarà presto proiettato nelle scuole e nei cinema della città.Il progetto, appoggiato dal Comune di La Spezia, ha visto protagonisti per quattro mesi dieci detenuti circa, tra i 30 e 40 anni, la maggior parte di lorostranieri. Quello di La Spezia è considerato tra i peggiori carceri italiani per condizioni di vita e ospita circa duecento detenuti. La speranza è quella di creare una sorta di laboratorio teatrale permanente, con una compagnia composta da detenuti che possa mettere in scena rappresentazioni anche al di fuori del carcere.

Dati sull`imprenditoria straniera in Italia

Un’indagine condotta dalla Cgia di Mestre, riguardo all’imprenditoria straniera in Italia, rivela che 39.600 imprenditori, pari al 14% del totale sono svizzeri, 30.230, cioè il 10,6% sono marocchini e 25.000, il 9%, sono cinesi. Solo un imprenditore su quattro è donna, e l’età media è di 42 anni. La Lombardia è la Regione che ha più stranieri con attività proprie (63mila circa); seguono il Lazio (31mila circa) e il Veneto(circa 26.500). La maggior parte di loro è occupata nel commercio, seguono attivitàmanifatturiera, edilizia e settore alberghiero. Molto inferiore, invece, è la percentuale degli occupati nel settore agricolo, nella pesca e nell’estrazione dei minerali.

Venezia: immigrati in corteo contro la Bossi-Fini

Nei giorni scorsi, gli immigrati residenti nel Veneto hanno manifestato contro la legge Bossi-Fini che ritengono “disastrosa” e “inefficiente”. Per due giorni, a Padova, Venezia e Rovigo, ci sono stati cortei e sit in organizzati e coordinati da diverse associazioni, come Rete Antirazzista e Tavolo dei Migranti, e dai Padri Comboniani, con un colorito corteo che ha percorso le strade di Venezia.I manifestanti sudamericani, africani, asiatici, cittadini dell`Est europeo,‘armati’ di tamburi, fischietti e trombe, hanno raggiunto la Prefettura per chiedere il trasferimento della gestione dei flussi di immigrati dalle questure agli uffici comunali speciali.Le associazioni denunciano che in Veneto, per il rinnovo dei permessi di soggiorno si dovrà attendere fino all’estate 2005, il che potrebbe significare per molti, il ritorno alla clandestinità, nonché l’avvicinamento ad ambienti malavitosi. In Veneto gli immigrati sono circa 240 mila, un terzo dei quali lavora come colf o badante; molti sono commercianti, molti altri sono occupati nell’industria manifatturiera, un quinto di loro sono clandestini.


220 mila gli immigrati provenienti dall’est

E’stato presentato qualche giorno fa a Roma il volume della Caritas “Allargamento a Est e immigrazione”, dal quale si evince che nell’Unione europea, prima dell'adesione dei dieci nuovi Paesi membri, vi erano 3 milioni e mezzo di immigrati provenienti dall’Est (su 20 milioni presenti nell'Unione), soprattutto in Germania, Italia, Austria e Spagna.
Da una stima effettuata dalla Fondazione per la promozione della condizione di vita e di lavoro, di Dublino, nei prossimi anni dovrebbero arrivare dall’Est circa 220 mila persone l’anno, che costituiscono l’1% della forza lavoro.
Secondo il volume della Caritas, in Italia gli immigrati provenienti dalla Romania sarebbero i più numerosi (250.000), seguirebbero quelli provenienti dall’Albania (240.000) e dalla Polonia (70.000).
Milano e Roma sono le province con il maggior numero di immigrati provenienti dall’Est. Considerando le domande di
regolarizzazione del 2002 (415.000 delle quali riguardano
lavoratori dell'Est Europa) la Caritas prevede,nei prossimi anni,
l’arrivo di 100.000 lavoratori circa ( 35.000 dalla Romania ,
27.000 dall’Ucraina, 15.000 dall’Albania , 10.000 dalla
Polonia, 8.000 dalla Moldavia ).


Immigrazione: sfruttamento della prostituzione a Siracusa

I carabinieri del Reparto operativo di Siracusa hanno arrestato quattro persone con l’accusa di sfruttamento della prostituzione, dopo mesi di indagini svolte anche a Roma, Milano, Modena e Follonica.
Il presunto organizzatore del giro, Giuseppe Privitera, 64 anni, avrebbe fatto arrivare, complessivamente e in momenti diversi, dieci ragazze a Siracusa con la promessa di un lavoro e in seguito, invece, le avrebbe costrette a prostituirsi in tre appartamenti nel centro storico della città, con incontri organizzati mediante annunci economici su quotidiani.
Oltre al Privitera, sono stati tratti in arresto Vincenzo Quattropani, benzinaio di Avola (Si) di 51 anni; Andrea Capodieci, 26 anni e Carmelo Montalto, 61 anni, di Floridia, un muratore già coinvolto in indagini su giri di prostitute. E’ invece sfuggita alla cattura la referente di Privitera a Roma, una colombiana anche lei talvolta a Siracusa per prostituirsi. Sei sono i proprietari degli appartamenti destinati agli incontri, per i quali venivano pagati affitti mensili di 800 euro. Per i proprietari, però, non è scattata l'accusa di favoreggiamento della prostituzione.

Stranieri il 10% dei lavoratori agricoli in Italia

In occasione della diffusione dei dati Istat relativi al Censimento 2001 sugli stranieri residenti in Italia, la Coldiretti ha reso noto che il 10% dei lavoratori agricoli nel nostro paese è costituito da cittadini stranieri.
Si tratta di 90.000 lavoratori provenienti per i due terzi dall'Europa dell'Est, dove grazie all'accordo tra Coldiretti e Ministero degli Esteri è sorto a Bucarest, un ufficio per assistere le imprese nell'assunzione.
Gli immigrati impiegati nel settore agricolo si occupano generalmente della raccolta della frutta e della vendemmia o, in un terzo dei casi, della preparazione e raccolta di pomodori, ortaggi e tabacco; in percentuale minore dell'allevamento.
Sono per lo più concentrati nelle Regioni del Nord Italia, ma in minor misura si trovano anche in quelle del sud come la Sicilia e in distretti produttivi locali ( es. la raccolta delle fragole nel veronese, delle mele in Trentino, della frutta in Emilia Romagna, dell'uva in Piemonte, del tabacco in Umbria e Toscana).
Sono in crescita anche gli immigrati titolari di una attività imprenditoriale in agricoltura che nel 2003 sono stati 5.696.
Con l'allargamento dell'Unione è stato dato il via libera all'ingresso in Italia di 20.000 lavoratori provenienti dai nuovi Paesi che si aggiungono ai 79.500 lavoratori stranieri, subordinati, autonomi o stagionali che erano già stati autorizzati ad entrare da gennaio 2004.
Secondo la Coldiretti, le nuove autorizzazioni di ingresso non sono ancora
sufficienti a soddisfare le esigenze delle imprese, poichè sulla base di un monitoraggio effettuato nel centro-nord sono già esauriti i permessi di ingresso concessi.
Occorre quindi emanare un nuovo decreto con ulteriori autorizzazioni da estendere a Paesi come la Romania che entrerà in Europa nel 2007, in attesa che si provveda al più presto al superamento delle quote di ingresso per i lavoratori provenienti dai Paesi della nuova Europa.


In attesa del permesso l’immigrato può tornare a casa

Roma: il Dipartimento di Pubblica Sicurezza, su indicazione del ministro dell’Interno, Giuseppe Pisanu, ha emanato una circolare alle questure e alla polizia di frontiera, che stabilisce che gli stranieri in attesa di rinnovo del permesso di soggiorno, potranno tornare nei loro paesi d’origine senza essere respinti alla frontiera, al loro rientro in Italia.
L’autorizzazione all’uscita e al rientro in Italia è valida dal 1 luglio al 30 settembre ed è rivolta agli stranieri che hanno presentato richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno e che sono, quindi, in possesso della relativa ricevuta.
Per usufruirne, l’uscita e il rientro dall’Italia dovranno avvenire dallo stesso valico di frontiera; si dovrà esibire il passaporto o un documento equivalente, insieme alla ricevuta della richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno e alla copia o all’originale del permesso di soggiorno di cui è stato richiesto il rinnovo; il personale alla frontiera metterà il timbro d’uscita sia sul passaporto che sulla ricevuta di rinnovo; non si dovrà transitare in altri paesi Schengen.
Il responsabile immigrazione di An, Gianpaolo Landi di Chiavenna, e i rappresentanti dell’Arci hanno espresso la loro soddisfazione rispetto al decreto criticando però i ritardi burocratici delle questure, dovuti anche al carico eccessivo di incombenze.
Per ulteriori informazioni consultare il testo della circolare sul sito del Ministero dell’Interno o della Polizia di Stato.


Bruxelles: il velo islamico si può vietare

La Corte Europea per i diritti dell’uomo ha emanato una sentenza a favore dell’ateneo di Istanbul, contro cui era stato presentato ricorso da una studentessa di medicina, Leyla Sahin, alla quale nel marzo del 1998, era stato impedito l’accesso ad un esame scritto perché portava il velo.
La studentessa, in seguito all’episodio, si era rivolta alla Corte di Strasburgo sostenendo che c’era stata una violazione dell’articolo 9 della Convenzione Europea sui diritti umani, che riguarda la libertà di pensiero e di religione.
I giudici, però, hanno stabilito che la decisione dell’Università di Istanbul rappresenta un impedimento del diritto di manifestare la propria religione, ma è giustificata perché basata sui principi di laicità ed eguaglianza che la Turchia si sta impegnando ad affermare.


Calabria: altri trasferimenti di immigrati

Nelle ultime settimane sono ripresi incessantemente gli sbarchi di clandestini a Lampedusa ma, al momento, il centro di accoglienza dell’isola non è in grado di far fronte all’emergenza.
Per questo motivo, nei giorni scorsi, circa 250 immigrati sono stati trasferiti nei centri di accoglienza calabresi, e probabilmente verranno presto raggiunti da altri gruppi di clandestini, ora a Lampedusa, il cui trasferimento è imminente.

 

 

 

 

 


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