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Sabato 13 marzo, all'alba, un barcone con 157 immigrati è approdato a Lampedusa dopo essere stato intercettato dalla Marina Militare, 15 miglia a sud dell'isola. Gli immigrati erano tutti uomini, dieci dei quali minorenni, e sono risultati provenire 110 dalla Palestina, 37 dal Bangladesh, 7 dall'Iraq, 2 dal Marocco e uno dall'Egitto. Sono stati tutti trasferiti presso il centro di prima accoglienza gestito dalla Misericordia di Palermo.
qualche giorno dopo, a Gela (Caltanissetta,) undici immigrati sono stati fermati in due operazioni congiunte. Quattro di loro erano sul lungomare della città, gli altri sette sono stati intercettati nelle campagne a est del centro abitato. Gli stranieri sono di nazionalità senegalese, rumena, cinese, tunisina e marocchina.
La mattina di sabato 20 marzo altri 149 immigrati, di nazionalità maghrebina, tutti uomini, su un barcone di 12 metri proveniente dalla Libia, sono arrivati nell'isola di Lampedusa.
Lunedì 22 marzo, sempre a Lampedusa, 95 uomini sono sbarcati, dopo essere stati intercettati il pomeriggio di domenica 70 miglia a sud dell'isola. Viaggiavano su un barcone in legno di 15 metri: hanno dichiarato di essere iracheni e palestinesi.
Negli ultimi giorni, altri immigrati sono giunti a Lampedusa su un barcone che si è arenato sugli scogli di Cala Galera.
Ancora una volta, quindi, il centro di prima accoglienza gestito dalla Confraternita "Misericordia" è in condizioni di sovraffollamento e si sta organizzando un ponte aereo per trasferire in Calabria un centinaio di ospiti della struttura.
Venerdì 26 marzo, un barcone con 75 extracomunitari a bordo è stato avvistato circa 7 miglia a sud di Lampedusa. Gli immigrati sono stati trainati in porto da una motovedetta della Guardia costiera per le operazioni di identificazione e sono stati poi condotti nel centro di accoglienza gestito dalla confraternita "Misericordia" dove attualmente sono ospitate 143 persone.

 


POLITICHE DI ASILO E IMMIGRAZIONE

Entro il 2004 l'Unione Europea dovrebbe uniformare le politiche di asilo e immigrazione, temi tra i più problematici che gli stati di tutta Europa devono affrontare. Da più parti si rileva come molti governi tendano a promuovere misure di "contenimento" del fenomeno, preoccupati più di "abbassare i numeri" e di "tenere a ogni costo le persone fuori dai confini" che di analizzare a fondo e cercare di risolvere le cause del problema. Il sud del mondo continua ancora ad essere estremamente povero e i diritti umani sono ancora spesso ignorati o calpestati: se la situazione resterà inalterata molte persone continueranno a venire in Europa con qualsiasi mezzo, legale o illegale. I governi sostengono che un intervento strutturale richiede tempi troppo lunghi e la soluzione che propongono è quella di intensificare i controlli alle frontiere: c'è chi obietta, però, che così si renderebbe solo "nascosto" il problema senza risolverlo, favorendo un'economia del mercato nero, l'aumento del traffico e del contrabbando di esseri umani e dello sfruttamento.
In occasione della presidenza irlandese dell'UE, molte ONG auspicano un nuovo orientamento sulle politiche d'asilo e dell'immigrazione, anche se è troppo tardi per cambiare la legislazione sull'asilo - già abbozzata e concordata a livello europeo - l'Irlanda potrebbe organizzare un'agenda che esprima un punto di vista più ampio e più profondo in merito ai veri problemi sottesi all'asilo e all'immigrazione.
Durante la presidenza irlandese, dieci nuovi paesi aderiranno all'Unione Europea e diventeranno la vera frontiera a est e, nel caso di Malta, a sud. Su pressione dell'UE, questi paesi stanno facendo ricorso a misure sempre più rigide di controllo dell'immigrazione, ma è auspicabile che si concentrino gli sforzi per soluzioni migliori.

 


DENUNCIA DELLE ASSOCIAZIONI SULLE CONDIZIONI DEI RICHIEDENTI ASILO IN EUROPA

Molti enti di ispirazione laica o cristiana denunciano come sempre più spesso i richiedenti asilo in Europa vengano sottoposti a vere e proprie misure di detenzione. Questo avviene in centri chiusi, senza libertà di movimento, o in centri aperti dove si respira comunque un'atmosfera di "prigione". E'ingiusto - si fa notare - che persone scappate per sfuggire a torture, minacce di morte, abusi contro i diritti umani vengano poi trattati in questo modo.
Le condizioni di detenzione nei centri, tra l'altro, spesso sono veramente preoccupanti: decine e decine di richiedenti asilo trattenuti in uno spazio molto piccolo, autorizzati a uscire per fare un po' di movimento in un cortile chiuso e per un tempo molto limitato durante il giorno. Le associazioni, quindi, chiedono a governi e politici di trovare il modo di proteggere gli esseri umani e stabilire un sistema di asilo più umano.

 

CROTONE: PRESTO OPERATIVI NUMERI TELEFONICI PER I RICHIEDENTI ASILO

Crotone: la Prefettura ha reso noto che a breve saranno operativi presso la "Commissione per il riconoscimento dello status di rifugiato politico" due numeri telefonici presso i quali i cittadini stranieri che hanno fatto richiesta di asilo ai sensi della legge n.189 del 30/07/02 potranno ottenere informazioni circa lo stato di avanzamento dell'istruttoria. Il servizio sarà attivo il lunedì (ore 10,00/13,00) e il giovedì (ore 15,00/17,00).
Questi i numeri: 06/80911821 e 06/80911859

 

 

 

 

 


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